Carosello …

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In gioco non c’è solo il semplice ampliamento di Carosello, i miglioramenti e le riqualificazioni di edifici (quali e che significa?) e la viabilità (quale e che significa?) peraltro già in passato contrattata ma sempre abortita (viadotto, sovra e sotto passi, ecc.).

In gioco non c’è solo la rassicurazione, fatta dal Sindaco di Cernusco, che tutte le procedure i diritti i percorsi trasparenti condivisi e sostenibili, anche quelli in più e interdisciplinari, saranno adottati: è solo contorno. Sembra un sogno che la condivisibilità, istituzionale partitica o per il popolo che sia mai esercitata in nessun dibattito pubblico, improvvisamente appaia solo per un ambito specifico. Forse si è risvegliata la coscienza-bandiera collettiva partecipativa? Che dirà mai l’Ermes-ultimo-dei-Moicani davanti al suo ritrovato tomahawak sepolto con il Bilancio partecipato del 2011? Se l’dea di partenza è quella di limitarsi alla <<sostenibilità ambientale dell’area>>, quindi limitata (comunicato PD 3 luglio 2014), si è completamente fuori strada, da paraocchi, farisaica.

In gioco non c’è solo la creazione di <<vincoli forti duraturi e definitivi>>. (comunicato Sinistra per Cernusco 2 luglio 2014). Che vorrà mai dire, in urbanistica, simile espressione? Tutti sanno benissimo che la pianificazione, intrinsecamente, non ha mai nulla di definitivo e gli Accordi di Programma – permessi dalla legge quindi legittimi – ne sono i più classici degli strumenti. In Italia è possibile creare vincoli forti e duraturi? Si guardi, per esempio, alla strage territoriale intervenuta nonostante le leggi Bucalossi e Galasso o, ancor prima, con la LUR ‘51/1975, tralasciando la remota “Legge ponte” del 1967. Disposizioni sistematicamente derogate svuotate e inapplicate: un “carosello” urbanistico – territoriale all’italiana. Chi si ricorda delle inedificabilità assolute da sponde di fiumi laghi e navigli? Chi si ricorda dell’immondo taglio degli standard minimi pro- capite passati da 44 mq/abit. a 26,5 mq/abit. che “facilita” incredibilmente il dimensionamento dei PGT? Che dire dei mancati e sempre più striminziti arretramenti stradali “zone cuscinetto” a protezione dell’abitato? E la beffa dei sottotetti?

In gioco non c’è solo il <<ritiro di ricorsi amministrativi come segno concreto della volontà di porre fine a ogni espansione>>. (comunicato Sinistra per Cernusco 2 luglio 2014). Involuto e nebuloso pensiero, forse contraddittorio,  che faccio davvero fatica a comprendere. E’ una condizione sine qua non a prescindere?

<<Vogliono il pane, dategli le brioches>>. Ovvero, servono DATI (pane) non PROCEDURE ammantate da croccanti brioches. I DATI, in urbanistica e gestione territoriale sono tutto. Il vero e unico “picchetto”, non quelli che vuole mettere il Sindaco per contorno (ultimo C. Comunale). Iniziai tanti anni fa la mia personalissima, unica, solitaria inascoltata e mai finita battaglia dei DATI (16 febbraio 2006 – vedi post su C.I. dal titolo “Chi ha paura di Virginia Woolf?”) per cui non si potrà mai accusarmi di strumentalizzazione sul fatto contingente. Ho fatto decine e decine di appelli pubblici affinché, almeno i Consiglieri Comunali,  pretendessero i DATI territoriali prima di esaminare Piani e Programmi specifici. Tutto inutile. E’ arrivata la resa dei conti perché tutti nodi vengono sempre al pettine.

Cosa serve accamparsi meriti sul contenimento della CO2 (Regolamento Edilizio-Patto dei Sindaci-Leopolda) se poi si potrebbe autorizzare l’ampliamento senza calcoli e verifiche generali visto che nessuno ne parla e manco ci pensa? Come valutare le presunte <<foreste risparmiate o gl’innumerevoli campi di calcio realizzati>> se si autorizzerà un’espansione non correlata a tutto il territorio Comunale e oltre? Quale sarà la pressione antropica generale? Il famoso 40% in meno vale ancora? I calcoli ambientali-ecologici dovranno essere rivisti anche in meno?

Non sono ambientalista, o forse lo sono più di chi si proclama. Non sono pregiudizialmente contro l’ampliamento di Carosello, purché, prima, avvenga quanto dimostrato. Combatto la faciloneria e l’ignoranza colpevole di tollerare e di pontificare in assenza di DATI, sempre negati e sottaciuti, tanto più che il ns. Comune li possiede sia per obbligo di legge (ISTAT anche se da interpretare – Comune campione!), sia per dovere istituzionale intrinseco e morale di darne trasparenza. La pervicacia con la quale non sono nascosti i DATI, non può non far sorgere pesanti interrogativi. Se la Dirigenza comunale non è in grado, chi deve provvedervi?

Non si conosce il trend di crescita, il raffronto fra previsione e consolidato edilizio ovvero quanto si è costruito rispetto alla teoria del PGT  (e del passato). Se esistono margini edificatori dovuti a sovrastima. Se davvero si fosse splafonato, l’inganno sarebbe doppio e non dovrà mai essere autorizzato nemmeno un cm. cubo o di slp per l’ampliamento di Carosello, esigenza assolutamente pleonastica non primaria.

Ripropongo, dopo ben otto anni: “Chi ha paura di Virginia-DATI-Woolf?”. Una cosa è certa: resta inimitabile la fontana del Carosello-doc sita alla curva fra via Partenope e via Nazario Sauro a Napoli. Il resto, senza regole è farlocco tarocco fumus contorno e pagliuzze. E’ ora d’invertire la tendenza per il bene di questa città.

Libero intellettualmente e da condizionamenti di ogni genere.

SERGIO POZZI / Cernusco, 6 luglio 2014.

 

Carosello …ultima modifica: 2014-07-07T18:23:21+02:00da psergioit
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