Nuova Piazza Risorgimento a Cernusco s.n.: l’editoriale di Collio sulla Gazzetta delle Martesana

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Le mie considerazioni.

Il web fa giustizia d’un problema da me sollevato da anni: la pessima costruzione della piazza Risorgimento e relative responsabilità politiche e dipartimentali del Comune. E’ una progenitura della quale ne farei volentieri a meno. Ho trattato e battagliato inutilmente molte volte la questione, voce inascoltata, mai contro dedotta seriamente.

Eppure, il buon Collio (e facebookisti aggregati che mutuano il suo j’accuse sulla Piazza Risorgimento) pare lo facciano solo di striscio, non per la specificità della questione, ma solo per redarguire e spronare la minoranza consigliare silenziosa. Silenziosità, per come la vedo io, sempre meno peggio dell’ iper-mutismo della maggioranza che china sempre, su quasi ogni questione, la capa. Forse che gli uni sono meno silenziosi degli altri? O è una gara per la medaglia del silenzio? Forse che tutti i Consiglieri non rappresentano Cernusco?

Oltre ai precedenti negativi della piazza, è scappata anche la questione, recentissima di quest’estate, avendo continuamente rimarcato la tipologia dei nuovi lavori. E si, perché il nuovo lastricato ha del tutto CANCELLATO le famose vestigia precedenti e resettato tutte le tracce del mal costruito. Ecco perché sostengo che mettere una pietra – anzi una grossa sampietrina – sul passato, fa comodo a tutti (silenzio) anche invertite le parti politiche. Come si fa ora a “contestare” senza che nessuna abbia mai pensato di “peritare” l’immondo stato di fatto in cui versava la piazza Risorgimento? Durante i lavori di “demolizione” della piazza non si sarebbe dovuto/potuto “rendicontare” il tutto? E come può essere incolpato del disastro e sconquasso, un povero tubicino di adduzione acqua che si è sinistrato, come sosteneva il nostro Sindaco, peraltro non responsabile ai tempi della costruzione? E’ stato documentato questo presunto colpevole o presunto innocente? Restano solo le mie quattro foto? O c’è un folder documentale secretato?

Tipologia di lavori significativamente marcata dal sottofondo d’asfalto, mai visto prima, foriero di possibili maggiori costi.  Per essere sicuri della sua (futura) tenuta statica, qualche genio ha pensato di metterci sotto, come sottofondo, un manto di asfalto di spessore simile a quello che si usa per le carreggiate normali … non si sa mai! Che sia l’uovo di Comincini-Rosci? A me sembra un metodo kafkiano, anche facendo finta di nulla per la spending. Me è anche un’esplicita ammissione che il sottofondo precedente (massello di calcestruzzo con rete elettrosaldata) era di melassa!

Nessuno ha visto? A nessuno è venuto in mente di compararlo ai recentissimi interventi, vie Manzoni, Colombo, Vespucci, Dante, rotatorie e rotondette e le rifatte converse centrali della città, non ricordo per il Ponte del Naviglio? Tutti siti dove l’asfalto NON è stato sotto-posato pur in presenza di situazioni viabilistiche simili. Se è vero che ci vuole o necessita l’asfalto, dove non è stato messo le strade crolleranno? Lassù, nel palazzo, non devono avere idee molto chiare sul sottofondo da mettere. Si va per tentativi? Qui si e la no? Serve o non serve? Una genialità a rate?

Nessuno ha da obiettare sul metodo “emulsivo” utilizzato per riempire le “fughe” dei cubetti? Eppure (non lo dico io) si assicura che l’ammaloramento del selciato è imputabile alle infiltrazioni di acqua piovana che penetra nelle “fughe” emulsionate per la scarsa tenuta di questo sistema? “Fughe” che, una volta, erano larghe la metà di quelle di adesso e i selciati duravano anni. Acqua che poi gela a fa saltare tutto. Per riempire le fughe, una volta si usava una specie di sac-a-poche da cui colava cemento vivo che saldava tutto. Che siano finiti i coni del pasticcere?

Nessuno vede il fenomeno – da aggiungere ai tesori nostrani per gl’itinerari del Fai – del “bradisismo” alla cernuschese  che colpisce selettivamente e curiosamente il Centro Storico di Cernusco. Qui tutto il beolato (materiele lapideo) laterale si è alzato di qualche centimetro, mentre la conversa centrale (di porfido o sampietrini legati dall’emulsione) è rimasta allo stesso livello di posa! Un fenomeno naturale incredibile! Spero si comprenda il paradosso. Eppure (le converse centrali) sono state ri-fatte uno/due anni fa, non nel paleolitico. Che ha da “dire” la minoranza e la maggioranza rimasta sugli stessi scranni? Ma che sto farneticando? Se è silenziosa, come può “dire”?

Delle progeniture, ho già detto che mi frega poco. Mi frega invece dei cernuschesi, presi ancora per il “naso”. Spero  che anche qui si capisca il paradosso-allusione verso l’altra e importante parte del corpo umano. Consiglio alla Gazzetta di farsi promotrice, fra i nostri Consiglieri comunali (nessuno escluso) di vagliare la mia proposta di rinominare la piazza Risorgimento, scegliendo fra le seguenti opzioni: Piazza Affossamento, Piazza dell’Emulsione, Piazza del Tubicino rotto, Piazza delle Gobbe, Piazza dell’Asfalto (sotto il porfido), Piazza delle Vie di Fuga Larghe, Piazza degli Impuniti, Piazza del Silenzio degli Innocenti (cernuschesi).

Quest’ultima suona meglio.

Nuova Piazza Risorgimento a Cernusco s.n.: l’editoriale di Collio sulla Gazzetta delle Martesanaultima modifica: 2012-10-12T11:50:00+02:00da psergioit
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